La spiritualità Oratoriana


 

"IL PELLEGRINAGGIO DELLE SETTE CHIESE"

E’ il tradizionale percorso seguito dai pellegrini in visita ai luoghi santi di Roma, fin dall’Alto Medioevo, forse già da tempi più antichi. Si deve a San Filippo Neri, nel XVI secolo, il ripristino di questa pia devozione per riportare i romani ed i fedeli tutti alle memorie ed ai santuari dei martiri della Roma paleocristiana.

Partendo dalla casa del Santo, nel cuore della città, l’itinerario conduceva a San Pietro, per raggiungere poila Basilicadi San Paolo fuori le Mura, attraversare la campagna verso San Sebastiano (nelle cui catacombe san Filippo era solito recarsi a pregare), risalire la via Appia e le Mura Aureliane fino a San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma ed alla vicina Santa Croce in Gerusalemme (dove sono conservate le reliquie della Passione di Cristo), per giungere a San Lorenzo fuori le Mura accanto al cimitero del Verano e, infine, a Santa Maria Maggiore, principale tempio mariano cittadino.

Il lungo pellegrinaggio, più di km 20, tra canti e preghiere, si svolgeva collettivamente in quello spirito di serenità e letizia che caratterizzò tutta la vita del santo. Grande fu il successo di questa iniziativa, tanto che in pochi anni i partecipanti salirono a parecchie migliaia di persone, al punto che San Filippo istituì l’usanza di far svolgere la processione il giorno del “giovedì grasso”, nel pieno del periodo di carnevale, quale “contraltare” al “festino” pagano.

Tappe del pellegrinaggio:

 1. Basilica di San Pietro e tombe dei Papi

Visita dei luoghi e partecipazione alle eventuali celebrazioni liturgiche; la domenica alle ore 10.30 c’èla Santa Messaall’Altare della Cattedra, animata da canti e in lingua latina.

Si consiglia di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.

Per la Riflessione: Vangelo di Matteo 16, 13-19

 2. Basilica di San Paolo fuori le Mura

La Basilicaè il rifacimento della Basilica Costantiniana incendiata nel 1823, sorge sopra la tomba dell’Apostolo Paolo, si può vederela Lapidecon scritto “Paulo Apostolo Mart”. Ogni giorno, alle ore 17.00 ci sono i Salmi cantati in gregoriano dai monaci della Basilica.

Si consiglia la recita del Rosario per i Missionari del Vangelo

Per la Riflessione: Lettera di Paolo ai Galati 1, 11-20.

 3. Basilica di San Sebastiano e Catacombe

Visita delle catacombe: il costo del biglietto comprende la visita guidata. Scendere nelle Catacombe è come rivivere l’esperienza dei primi cristiani, tornare alle radici della cristianità.La Basilicadi San Sebastiano è molto bella e nella Cappella delle Reliquie è conservata tra le altre, una delle frecce che colpirono San Sebastiano. Qui si trova anche la pietra con le impronte dei piedi del Cristo che ricorda il passo apocrifo dell’episodio noto come il “Quo vadis Domine?”.

Si consiglia la partecipazione all’Eucarestia

Per la Riflessione: 1 Lettera di Pietro 2, 1-10.

4. Cattedrale di San Giovanni in Laterano

Èla Cattedraledi Roma e la madre di tutte le chiese. Nel suo Vangelo Giovanni mostra in Gesù il rivelatore del Padre, venuto da Lui e che a Lui ritorna per coinvolgere gli uomini in un percorso di comunione (Gv 17, 20-23).

Si consigliala Preghieraper l’unità dei cristiani

Per la Riflessione: Vangelo di Giovanni 17, 1-25.

5. Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Questa Basilica è luogo della memoria e della contemplazione della Passione di Cristo; fu eretta da Costantino e da sua madre Sant’Elena, la quale da un pellegrinaggio in Terra Santa avrebbe riportato la reliquia della Croce ed altre relative alla Passione del Signore. Proprio per questo è meta di frequenti pellegrinaggi e processioni penitenziali. Consiglio di fare qui una breve Via Crucis, meditando il mistero doloroso della Passione prima e della gioia della Risurrezione poi.

Si consiglia la recita della Professione di Fede (il Credo)

Per la Riflessione: Vangelo di Giovanni 12, 20-33 .

6. Basilica di San Lorenzo fuori le Mura

“San Lorenzo era diacono della Chiesa di Roma: Era ministro di sangue di Cristo e, per il nome di Cristo, versò il suo sangue. Contraccambiò quanto aveva ricevuto. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte” (S. Agostino, Discorsi, 304, nn.1-2). Fu sepolto in “Agro Verano” ed in quel luogo venne eretta, al tempo di Costantino,la Basilicadi San Lorenzo fuori le Mura. Il diacono Lorenzo è richiamo per tutti ad essere testimoni di Cristo (Lc 24,48).

Si consigliala Preghieraper i Defunti

Per la Riflessione: Vangelo di Giovanni 14, 1-12

7. Basilica di Santa Maria Maggiore

La  visita della Basilica induce di per sé alla preghiera ed alla contemplazione.

Si consiglia la recita del Rosario, pregando per la pace del mondo e per le famiglie.

Perla Riflessione: Vangelo di Luca 1, 26-38

L'Oratorio Filippino

Inizialmente gli oratori erano piccoli luoghi di culto dove i fedeli si riunivano a pregare (il termine deriva appunto dal latino orare, pregare).
Il primo oratorio nel senso moderno fu creato da san Filippo Neri intorno al 1550. Con l'intento di creare una comunità di religiosi e laici unita in un vincolo di mutua carità sullo stile degli apostoli. Nel 1575 il papa Gregorio XIII eresse la Congregazione dell'Oratorio e concesse a questa la chiesa di Santa Maria in Vallicella, che divenne così il luogo del primo oratorio. Le finalità dell'oratorio di San Filippo Neri erano quelle della preghiera, coinvolgendo uomini comuni e di cultura nella lettura della Bibbia, e dell'educazione dei ragazzi Le attività in Oratorio sono principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi e incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli, il teatro, e la musica. L'attrezzatura sportiva e gli ambienti ricreativi rendono l'oratorio anche un luogo di aggregazione e di ritrovo per ragazzi. Inoltre la struttura può essere utilizzata per avvenimenti culturali o di rilevanza sociale, anche da altri enti esterni alla parrocchia .

Ma esiste anche il famoso Oratorio Musicale...

L'oratorio è una composizione musicale d'ispirazione religiosa, ma non liturgica, con trama compiuta, presentata in forma narrativa ma senza rappresentazione scenica; viene fatto derivare dalla Lauda cinquecentesca. Più ancora che in quella, qui la musica ha lo stesso carattere e il medesimo stile di quelle che saranno, da lì a poco, le opere teatrali puramente intese. Viene definito in diversi modi: historia, melodramma, cantata e dialogo.
L'oratorio prende il nome dal luogo in cui al suo sorgere, intorno al 1600, si riunivano i fedeli in preghiera o per compiere esercizi spirituali. Inizialmente, negli oratori le vicende venivano "raccontate" da un poeta o da una musa; poi fu introdotta la figura di un historicus (lo storico) ed infine si giunse all'intervento di solisti per rappresentare i diversi personaggi biblici. La composizione aveva il suo culmine con un sermone eseguito dal coro
All'oratorio in latino (Giacomo Carissimi ne fu uno dei massimi esponenti) seguì presto una produzione in volgare che si diffuse oltre che a Roma - luogo di origine di questo genere musicale - anche a Firenze, Bologna e Venezia; uno dei suoi compositori più affermati fu in questo senso Alessandro Stradella.
Nel XVIII secolo con l'avvento sulla scena musicale di Georg Friedrich Händel, l'oratorio - sebbene sempre privo di azione scenica e con la naturale tematica religiosa di fondo - si andò sempre più avvicinando agli stilemi di quello che sarà il moderno Melodramma. Il compositore sassone rappresentò i suoi primi oratori - 'Deborah' ed 'Athalia' - nel 1733; successivamente ne scrisse quattordici nell'arco di tredici anni, dal 1739 al 1752, fra cui i suoi capolavori (il Messiah, rappresentato a Dublino nel 1742, "Saul", "Israel in Egypt").
Un altro grande compositore autore di famosi oratori (fra cui il celeberrimo Weihnachtsoratorium, cioè Oratorio di Natale) è stato Johann Sebastian Bach.
In tempi più recenti, Lorenzo Perosi riprese e reinterpretò la tradizione degli oratori italiani, legando la sua foma soprattutto a questo genere musicale, oltre che ai mottetti.
Infine, a conclusione di questa breve descrizione, di che cos'è l'Oratorio, facciamo un salto nella modernità...., il gruppo Elio e le storie tese ha dedicato all'oratorio la canzone dal titolo Oratorium. La canzone dà una descrizione ironica ma anche poetica e nostalgica, ruotando attorno ai ricordi di ragazzi delle giornate in oratorio. Questa introduzione del gruppo rappresenta bene quello che è l'oratorio, nei suoi tratti più caratteristici:
« È una canzone che sa di stringhe di liquirizia, di stringhe di amicizia, di castagnate, di voglia di stare insieme, di odore tiepidino di spogliatoio, di schiocchi improvvisi di calcetto, di incontro di catechesi un giovedì pomeriggio a primavera inoltrata, di don simpatici e suor giselle centravanti, di partite indimenticabili, […] di domenica mattina, di anni splendidi, di sala giochi, di cammino di formazione, di stupidéra. » (Elio e le storie tese) 

Free Joomla templates by Ltheme