Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Visualizza dettagli

header2.jpgPanoramica (FILEminimizer).jpgDSC00064 (Copia).jpgSito Header.jpgpanoramica_1 copia.jpg
Filtro
  • 28 Maggio 2014: Solenne Pontificale presieduto da S.E.R. mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona

    Primo Giorno del Solenne Triduo di San Filippo Neri

    vescovo 2014

    Da sinistra: P. Giuliano Gazziero, P. Samuele Berta, Ch. Giacomo Facchini, il Vescovo, P. Michele Nicolis, P. Davide Zanola, P. Pierluigi Piubello, P. Marco Repeto, Don Federico Boni, Ch. Massimo Sbaraini

    Presta servizio per la celebrazione il gruppo dei chierichetti di Bagnolo di Nogarole Rocca (Vr)

    Anima la celebrazione il Coro Popolare Gregoriano di Verona

  • Spettacolo dell'8 Giugno 2014

    DOMENICA 8 GIUGNO 2014

    ORE 18,15

    Presso il Teatro Filippini

    spettacolo08062014

  • Concerto del 30 Maggio 2014

    VENERDI 30 MAGGIO 2014

    ORE 19,00

    Presso la chiesa dei Padri Filippini

    Ringrazianti Giesu Buono

    Laude oratoriane di Francesco Soto de Langa

    al tempo di Filippo Neri

    Altus: Andrés Montilla

    Tenor: Riccardo Pisani

    Tiorba e chitarra barocca: Francesco Tomasi tiorba

    Organo: Fabjola Lekaj

    concerto29052014

  • Concerto del 23 Maggio 2014

    VENERDI 23 MAGGIO 2014

    ORE 20,30

    presso al chiesa dei Padri Filippini

    Arie sacre della tradizione Barocca

    Soprano: Cho  Eun Young

    Organo: Paolo Baccianella

    concerto23052014

  • Download

  • Attività Filippiane 2014

    Venerdì 23 Maggio 2014 ore 20.45
    Arie Sacre della Tradizione Barocca

    Lunedì 26 Maggio 2014
    Ore 10,30 S. Messa Solenne nella memora di S. Filippo Neri
    Ore 17,45 S. Messa Solenne con Bambini Prima Comunione
    Ore 20,00 Mini-Torneo di calcetto a 5 nel cortile dell’Oratorio

    Martedì 27 Maggio 2014 ore 20,00
    Mini-Torneo di calcetto a 5 nel cortile dell’Oratorio

    Venerdì 30 Maggio 2014 ore 19.00
    Ringrazianti Giesu Buono,
    Laude oratoriane di Francesco Soto de Langa

    Domenica 8 Giugno 2014 ore 18,15
    Teatro Filippini Verona
    COMMEDIA BRILLANTE in due atti
    “Avanti un Altro”
    La Compagnia della Marleta (Nogarole Rocca)

  • Festa di San Filippo 2014

    Mercoledì 28 Maggio 2014
    Ore 20,00 S. Rosario
    Ore 20,30 S. Messa presieduta dal S.E.R. mons. Giuseppe Zenti Vescovo di Verona e cantata dal Coro Popolare Gregoriano di Verona

    Giovedì 29 Maggio 2014
    Ore 20,00 S. Rosario
    Ore 20,30 S. Messa cantata dalla Corale Parrocchiale “San Leonardo” di Nogarole Rocca (Vr) con pellegrinaggio parrocchiale

    Venerdì 30 Maggio 2014
    Ore 20,00 S. Rosario
    Ore 20,30 S. Messa cantata dalla Corale “San Gaetano Thiene” di Pozzo (Vr) con pellegrinaggio della parrocchia di “Madonna della Salute” (Vr)

    Sabato 31 Maggio 2014
    Solennità di San Filippo Neri
    Ore 10,30: S. Messa con l’amministrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi
    Ore 17,45 S. Messa solenne animata dalla Corale di Sandrà (Vr) con processione per il quartiere con la statua di San Filippo Neri animata dalla Banda Parrocchiale di San Michele Extra
    70° di presenza in comunità di fratello Giovanni Ballarini

    Segue cena (iscrizioni presso la portineria dei Padri)

  • Rassegna concerti Pasquali: 15 Aprile 2014

     
  • Rassegna concerti Pasquali 2014: 12 Aprile 2014

     
  • Mostra dei 300 anni INNAUGURAZIONE e VISITA

     

    Si ringrazia il Sig. Giuseppe Menegardi per la sempre attenta e preziosa presenza e costruzione dei video da noi pubblicati

  • Concerto del 9 Marzo 2014: "NEL NOME DEL PADRE"

  • Parlano di noi...

    Rivista mensile "Radici Cristiane" n. 90 Dicembre 2013

    Quotidiano "l'Arena" del 4 Febbraio 2014 p. 47

  • La cappella privata dei PADRI dove si sposò la CALLAS

    {bepiv}phocagallery/panorama/callas.jpg{/bepiv}

    {gallery}callas{/gallery}

    SAN FILIPPO NERI

    Filippo Neri nasce a Firenze il 21 luglio 1515, e riceve il battesimo nel "bel san Giovanni" dei Fiorentini il giorno seguente, festa di S. Maria Maddalena.
    La famiglia dei Neri, che aveva conosciuto in passato una certa importanza, risentiva allora delle mutate condizioni politiche e viveva in modesto stato economico. Il padre, ser Francesco, era notaio, ma l'esercizio della sua  professione  era ristretto ad una piccola cerchia di clienti; la madre, Lucrezia da Mosciano, proveniva da una modesta famiglia del contado, e moriva poco dopo aver dato alla luce il quarto figlio.
    La famiglia si trovò affidata alle cure della nuova sposa di ser Francesco, Alessandra di Michele Lenzi, che instaurò con tutti un affettuoso rapporto, soprattutto con Filippo, il secondogenito,  dotato di un bellissimo carattere, pio e gentile, vivace e lieto, il "Pippo buono" che suscitava affetto ed ammirazione tra tutti i conoscenti.
    Dal padre, probabilmente, Filippo ricevette la prima istruzione, che lasciò in lui soprattutto il gusto dei libri e della lettura, una passione che lo accompagnò per tutta la vita, testimoniata dall'inventario della sua biblioteca privata, lasciata in morte alla Congregazione romana, e costituita di un notevole numero di volumi. La formazione religiosa del ragazzo ebbe nel convento dei Domenicani di San Marco un centro forte e fecondo. Si respirava, in quell'ambiente, il clima spirituale del movimento savonaroliano, e per fra Girolamo Savonarola Filippo nutrì devozione lungo tutto l'arco della vita, pur nella evidente distanza dai metodi e dalle scelte del focoso predicatore apocalittico.
    Intorno ai diciotto anni, su consiglio del padre, desideroso di offrire a quel figlio delle possibilità che egli non poteva garantire,  Filippo si recò da un parente, avviato commerciante e senza prole, a San Germano, l'attuale Cassino. Ma l'esperienza della mercatura durò pochissimo tempo: erano altre le aspirazioni del cuore, e non riuscirono a trattenerlo l'affetto della nuova famiglia e le prospettive di un'agiata situazione economica.
    Lo troviamo infatti a Roma, a partire dal 1534. Vi si recò, probabilmente, senza un progetto preciso. Roma, la città santa delle memorie cristiane, la terra benedetta dal sangue dei martiri, ma anche allettatrice di tanti uomini desiderio di carriera e di successo,  attrasse  il suo desiderio di intensa vita spirituale: Filippo vi giunse come pellegrino, e con l'animo del pellegrino penitente, del "monaco della città" per usare un'espressione oggi di moda, visse gli anni della sua giovinezza, austero e lieto al tempo stesso, tutto dedito a coltivare lo spirito.
    La casa del fiorentino Galeotto Caccia, capo della Dogana, gli offrì una modesta ospitalità - una piccola camera ed un ridottissimo vitto - ricambiata da Filippo con l'incarico di  precettore dei figli del Caccia. Lo studio lo attira - frequenta le lezioni di filosofia e di teologia dagli Agostiniani ed alla Sapienza - ma ben maggiore è l'attrazione della vita contemplativa che impedisce talora a Filippo persino di concentrarsi sugli argomenti delle lezioni.
    La vita contemplativa che egli attua è vissuta nella libertà del laico che poteva scegliere, fuori dai recinti di un chiostro, i modi ed i luoghi della sua preghiera: Filippo predilesse le chiese solitarie, i luoghi sacri delle catacombe, memoria dei primi tempi della Chiesa apostolica, il sagrato delle chiese durante le notti silenziose. Coltivò per tutta la vita questo spirito di contemplazione, alimentato anche da fenomeni straordinari, come quello della Pentecoste del 1544, quando Filippo, nelle catacombe si san Sebastiano, durante una notte di intensa preghiera, ricevette in forma sensibile il dono dello Spirito Santo che gli dilatò il cuore infiammandolo di un fuoco che arderà nel petto del santo fino al termine dei suoi giorni.
    Questa intensissima vita contemplativa si sposava nel giovane  Filippo ad un altrettanto intensa, quanto discreta nelle forme e libera nei metodi, attività di apostolato nei confronti di coloro che egli incontrava nelle piazze e per le vie di Roma, nel servizio della carità presso gli Ospedali degli incurabili, nella partecipazione alla vita di alcune confraternite, tra le quali, in modo speciale, quella della Trinità dei Pellegrini, di cui Filippo, se non il fondatore, fu sicuramente il principale artefice insieme al suo confessore P. Persiano Rosa.
    A questo degnissimo sacerdote, che viveva a san Girolamo della Carità, e con il quale Filippo aveva profonde sintonie di temperamento lieto e di impostazione spirituale, il giovane, che ormai si avviava all'età adulta, aveva affidato la cura della sua anima. Ed è sotto la direzione spirituale di P. Persiano che maturò lentamente la chiamata alla vita sacerdotale. Filippo se ne sentiva indegno, ma sapeva il valore dell'obbedienza fiduciosa ad un padre spirituale che gli dava tanti esempi di santità. A trentasei anni, il 23 maggio del 1551, dopo aver ricevuto gli ordini minori, il suddiaconato ed il diaconato, nella chiesa parrocchiale di S. Tommaso in Parione, il vicegerente di Roma, Mons. Sebastiano Lunel, lo ordinava sacerdote.
    Messer Filippo Neri continuò da sacerdote l'intensa vita apostolica che già lo aveva caratterizzato da laico. Andò ad abitare nella Casa di san Girolamo, sede della Confraternita della Carità, che ospitava a pigione un certo numero di sacerdoti secolari, dotati di ottimo spirito evangelico, i quali attendevano alla annessa chiesa. Qui il suo principale ministero divenne l'esercizio del confessionale, ed è proprio con i suoi penitenti che  Filippo iniziò, nella semplicità della sua piccola camera, quegli incontri di meditazione, di dialogo spirituale, di preghiera, che costituiscono l'anima ed il metodo dell'Oratorio. Ben presto quella cameretta non bastò al numero crescente di amici spirituali, e Filippo ottenne da "quelli della Carità" di poterli radunare in un locale, situato sopra una nave della chiesa, prima destinato a conservare il grano che i confratelli distribuivano ai poveri.
    Tra i discepoli del santo, alcuni - ricordiamo tra tutti Cesare Baronio e Francesco Maria Tarugi, i futuri cardinali - maturarono la vocazione sacerdotale, innamorati del metodo e dell'azione pastorale di P. Filippo. Nacque così, senza un progetto preordinato, la "Congregazione dell'Oratorio": la comunità dei preti che nell'Oratorio avevano non solo il centro della loro vita spirituale, ma anche il più fecondo campo di apostolato. Insieme ad altri discepoli di Filippo, nel frattempo divenuti sacerdoti, questi andarono ad abitare a San Giovanni dei Fiorentini, di cui P. Filippo aveva dovuto accettare la Rettoria per le pressioni dei suoi connazionali sostenuti dal Papa. E qui iniziò tra i discepoli di Filippo quella semplice vita famigliare, retta da poche regole essenziali, che fu la culla della futura Congregazione.
    Nel 1575 Papa Gregorio XIII affidò a Filippo ed ai suoi preti la piccola e fatiscente chiesa di S. Maria in Vallicella, a due passi da S. Girolamo e da S. Giovanni dei Fiorentini, erigendo al tempo stesso con la Bolla "Copiosus in misericordia Deus" la "Congregatio presbyterorm saecularium de Oratorio nuncupanda". Filippo, che continuò a vivere nell'amata cameretta di San Girolamo fino al 1583, e che si trasferì, solo per obbedienza al Papa, nella nuova residenza dei suoi preti, si diede con tutto l'impegno a ricostruire in dimensioni grandiose ed in bellezza la piccola chiesa della Vallicella.
    Qui trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita, nell'esercizio del suo prediletto apostolato di sempre: l'incontro paterno e dolcissimo, ma al tempo stesso forte ed impegnativo, con ogni categoria di persone, nell'intento di condurre  a Dio ogni anima non attraverso difficili sentieri, ma nella semplicità evangelica, nella fiduciosa certezza dell'infallibile amore divino, nella letizia dello spirito che sgorga dall'unione con Dio. Si spense nelle prime ore del 26 maggio 1595, all'età di ottant'anni, amato dai suoi e da tutta Roma di un amore carico di stima e di affezione.
    La sua vita è chiaramente suddivisa  in due periodi di pressoché identica durata: trentasei anni di vita laicale, quarantaquattro di vita sacerdotale. Ma Filippo Neri, fiorentino di nascita - e quanto amava ricordarlo! - e romano di adozione - tanto egli aveva adottato Roma, quanto Roma aveva adottato lui! - fu sempre quel prodigio di carità apostolica vissuta in una mirabile  unione con Dio, che la Grazia divina operò in un uomo originalissimo ed affascinante.
    "Apostolo di Roma" lo definirono immediatamente i Pontefici ed il popolo Romano, attribuendogli  il titolo riservato a Pietro e Paolo, titolo che Roma non diede a nessun altro dei pur grandissimi santi che, contemporaneamente a Filippo, aveva vissuto ed operato tra le mura della Città Eterna. Il cuore di Padre Filippo, ardente del fuoco dello Spirito, cessava di battere in terra in quella bella notte estiva, ma lasciava in eredità alla sua Congregazione ed alla Chiesa intera il dono di una vita a cui la Chiesa non cessa di guardare con gioioso stupore. Ne è forte testimonianza anche il Magistero del Santo Padre Giovanni Paolo II che in varie occasioni ha lumeggiato la figura di san Filippo Neri e lo ha citato, unico dei santi che compaiano esplicitamente con il loro nome, nella Bolla di indizione del Grande Giubileo del 2000.

  • La CHIESA, i DIPINTI e le SCULTURE

    {bepiv}phocagallery/panorama/chiesa.jpg{/bepiv}

    {gallery}chiesa{/gallery}

     

     

    L’EDIFICIO
    L’attuale chiesa di San Fermo Minore o dei Filippini fu eretta a partire dal 1759 in luogo della precedente chiesa benedettina dei Santi Fermo e Rustico, costruita alla fine del XIV secolo e orientata verso l'interno dell'abitato. L'arrivo dei seguaci di San Filippo Neri, nel 1713, determinò
    l'esigenza di una chiesa più spaziosa e orientata verso l'arteria adiacente al fiume, adatta alle rinnovate esigenze di culto. L'incarico di progettazione, dopo alcune consultazioni di architetti locali come Michelangelo Castellazzi e Girolamo dal Pozzo, fu affidato al veneziano Andrea Camerata noto per aver collaborato e per essere subentrato, in Santa Maria delle Grazie ad Udine e nel rinnovo della Torre dell'Orologio a Venezia all'architetto Giorgio Massari, attivo in varie chiese dell'ordine, come Santa Maria della Fava a Venezia, Santa Maria della Pace a Brescia,
    San Filippo Neri a Vicenza. L'edificio, la cui costruzione fu realizzata tra il 1759 e il 1791, fu eretto in puro stile classicista, rifacendosi a precedenti rinascimentali soprattutto palladiani, in una rielaborazione che risente fortemente della contemporanea architettura ecclesiastica veneziana.
    La facciata, richiama quella palladiana di San Michele a Isola: la parte centrale è scandita da semicolonne e semipilastri di ordine gigante con capitelli compositi, atti a sorreggere il timpano triangolare, decorato a dentelli. Semplici paraste invece decorano le parti laterali della fronte. Sopra il portone centrale, a sua volta coronato da un piccolo timpano, una finestra termale è riquadrata da cornici.
    Anche l'interno dell'edificio risponde a modelli rinascimentali, con un unica navata, anch'essa scandita da semicolonne di ordine gigante, in luogo della partizione in tre navate suggerita dalla fronte. Sulla navata si affacciano le ampie cappelle laterali con relativi altari. L'interno è caratterizzato da una marcata accentuazione decorativa, come testimonia la serie delle nicchie destinate a ospitare il decoro scultoreo, dall'abbondante ornamentazione in legno dorato di origine ottocentesca. Il bombardamento del marzo 1945 ha purtroppo distrutto soffitto e zona absidale, oltre all'adiacente oratorio, opera del Cristofoli. La ricostruzione del 1952-54 ha completato l'assetto attuale della chiesa.

    LA DECORAZIONE SCULTOREA
    La decorazione scultorea della facciata della chiesa di San Fermo Minore si inserisce nelle partiture architettoniche dell'edificio secondo un bene preciso programma iconografico.
    Nelle nicchie, che affiancano il portale, sono collocate le statue mutile dei santi patroni della chiesa, Fermo e Rustico; in cima alle ali laterali compaiono sulla destra una figura femminile rovinatissima, identificata dal Simeoni (1909) come Santa Caterina, sulla sinistra San Carlo Borromeo che contempla il Crocefisso. Corona il timpano la figura dell'Immacolata Concezione, cui si volgono in venerazione le figure di San Filippo Neri e di San Francesco di Sales.
    All’interno dell’edificio sono collocati entro nicchie le statue in tufo di apostoli ed evangelisti, identificabili anche dalle iscrizioni poste sul basamento. Nella controfacciata a sinistra è collocata la scultura di San Taddeo; lungo il lato sinistro della navata compaiono San Matteo e San Filippo, tra la prima e la seconda cappella, San Giovanni Evangelista e nella parte finale San Luca e Sant’Andrea. Dinanzi all’abside sono collocate le figure di San Pietro e San Paolo. Lungo il lato destro della navata si notano San Giacomo Maggiore e San Tommaso, San Giacomo Minore tra le due cappelle e poi San Bartolomeo, San Simone e San Mattia.
    L’intero apparato scultoreo, sia esterno che interno, è opera documentata dello scultore Angelo Sartori (1744-1794), di cui sono documentati pagamenti nella seconda metà dell’ottavo decennio del secolo XVIII. Le sculture documentano un incipiente gusto neoclassico, che coesiste con un vigoroso ed efficace realismo rappresentativo.

     

    I DIPINTI

    Nella chiesa di San Fermo minore, in occasione di questa mostra, sono stati esposti i dipinti e gli apparati decorativi che ne hanno storicamente adornato gli altari, in molti casi attualmente custoditi all'interno degli ambienti conventuali.
    La preziosa e venerata immagine di San Filippo Neri pervenuta alla chiesa per donazione forse di una nobildonna romana o di un convento marchigiano è opera della maturità di Carlo Maratta (1625-1713), da lui realizzata probabilmente con la collaborazione della bottega. La tela, collocata fino agli anni '50 del secolo XX all'altare dedicato a San Filippo (primo altare a sinistra), viene ora esposta  al  primo  altare a destra,  corredata  sopra  e sotto dalle squisite lunette di Agostino Ugolini
    (1755-1824), raffiguranti L'Incoronazione della Vergine e Angioletti con i simboli delle Virtù Teologali e inserita nella preziosa cornice lignea dorata decorata a girali.  
    Al primo altare a sinistra è stato ricollocato il dipinto di Domenico Zorzi (1729-1792) con la Madonna con Bambino che appare a San Filippo Neri (1778) realizzato dal pittore sul modello piazzettesco della pala per la chiesa veneziana di Santa Maria della Fava.
    Accanto al primo altare a destra sono esposte  le due pale che si sono avvicendate nella decorazione dell'altare, dedicato a San Francesco di Sales. La prima di esse, opera di Giuseppe Buffetti (Verona 1751-1812) raffigura la Madonna con Bambino e i Santi Francesco di Sales, Carlo Borromeo e Giovanna Francesca Fremiot di Chantal (circa 1779), e documenta il culto oratoriano per il Santo, vescovo di Ginevra e fondatore con Santa Giovanna Fremiot di Chantal dell'ordine della Visitazione.. La tela, che attesta l'adesione del pittore veronese al raffinato neoclassicismo del mantovano Giuseppe Bottani, fu rimossa e sostituita, a seguito della beatificazione dell'oratoriano Sebastiano Valfrè nel 1834, dalla pala del pittore accademico veronese Giampaolo Pellesina (1802-1857 ), che raffigura La Santa Famiglia in gloria con San Giovannino, il Beato Sebastiano Valfrè e i Santi Carlo Borromeo, Giovanna Francesca Frèmiot di Chantal e Francesco di Sales.
    Al secondo altare a destra (altare del Sacro Cuore) è la pala di Giuseppe Zannoni (verona 1849-1903) con la Madonna con Bambino, il Sacro Cuore di Gesù, Santa Caterina d'Alessandria e il Beato Giovanni Giovenale Ancina in cui compare il Beato confratello di San Filippo Neri, già rettore del collegio oratoriano di Napoli e poi vescovo di Saluzzo.
    Lo spettacolare apparato mobile delle Quarantore, riproposto in occasione di questa esposizione all'altare maggiore è costituito da preziose pitture di Agostino Ugolini (Ultima Cena, Fede e Speranza,  Cristo tra l'Eucaristia e gli strumenti della Passione, due Angioletti incensieri ) montate in un complesso eseguito su disegno dell'architetto Leonardo Manzati, dall'intagliatore veronese Luigi Sughi (1780-1853), autore dei monumentali Angeli che reggono l'Ostensorio.

     

  • La sagrestia con i PARAMENTI

    {bepiv}phocagallery/panorama/paramenti.jpg{/bepiv}

    {gallery}paramenti{/gallery}

     

    I paramenti liturgici Rito romano della Chiesa Cattolica

    Nelle chiese della cristianità il paramento liturgico (dal latino parare che significa preparare) è un abito che viene utilizzato durante le celebrazioni liturgiche dal ministro o dai ministri che le presiedono.
    Storicamente si preferiva dire: paramento sacro; oggi, anche a seguito della riforma liturgica, si preferisce parlare di paramento liturgico.
    Il paramento liturgico, essendo usato tipicamente durante la liturgia, si differenzia dagli abiti particolari che il clero (diaconi, presbiteri, vescovi, religiosi) può indossare abitualmente per sottolineare il particolare stato.

    La stola: importante insegna, che è a forma di sciarpa, portata sul collo dal sacerdote incrociata all’altezza dello sterno e dal Vescovo dritta fino al bacino. Il diacono invece la indossa di traverso sulla spalla sinistra;

    La pianeta: paramento proprio della celebrazione della Santa Messa che il sacerdote celebrante indossa sopra il camice e la stola; è confezionato nei vari colori liturgici;

    Il velo omerale: panno per coprire e riparare in segno di rispetto, da portare sulle spalle, quando il sacerdote tiene l'ostensorio durante la benedizione eucaristica solenne o durante una processione o presentazione delle offerte;

    Il piviale: veste liturgica usata originariamente per le processioni e in seguito anche per la Liturgia delle Ore nelle feste solenni e per la celebrazione dei Sacramenti al di fuori della Messa e per la benedizione col Santissimo Sacramento.

    Vi sono poi paramenti che dopa la riforma sono stati dismessi come ad esempio:

    Il velo copri calice: era un fazzoletto dello stesso tessuto del parato indossato dal celebrante che veniva collocato sopra il calice e la patena per velare e coprire i vasi sacri fino al loro utilizzo durante la Celebrazione Eucaristica. È sovrastato dalla borsa che conteneva il corporale (tovaglietta che confina l’azione liturgica del sacrificio eucaristico sull’altare).

    Il manipolo: fascia di tessuto lunga circa cinquanta centimetri dello stesso tessuto del parato indossato dal celebrante legato al polso del braccio sinistro dello stesso attraverso un nastro. Il significato riprendeva il vecchio uso del purificatoio legato attorno al braccio d’ausilio al celebrante per asciugare il sudore non intaccando i paramenti sacri.

     

    I COLORI LITURGICI nel Rito romano della Chiesa Cattolica

    Nel rito romano, i colori principali sono quattro, ossia il bianco, il verde, il rosso ed il violaceo, a cui si aggiungono il rosaceo, ed il nero, usato regolarmente prima della riforma liturgica, ma ora divenuto facoltativo. Ciascun colore indica visivamente il tempo liturgico in corso o la festa che si sta celebrando.
    La prescrizione di questi colori è stata normata dal Concilio di Trento (1545-1563). Il colore scelto è quello che prevale nel tessuto, anche se il disegno/ricamo è policromo, viene considerato quello di fondo.

    BIANCO
    Il bianco è utilizzato durante le SOLENNITÀ e FESTE per rimarcare il mistero di Gesù risorto, regnante e glorioso, a significare anche la fede, la gioia e la purezza. Il colore viene impiegato: in occasione della Pasqua e del suo tempo (esclusa Pentecoste); del Natale e del suo tempo; il Giovedì Santo nella Messa del Crisma e nella Messa “In Coena Domini”; per le ricorrenze legate alla figura di Gesù Cristo e a quelle della Beata Vergine Maria; nelle ricorrenze dei Santi non martiri, come anche per la Solennità di Tutti i Santi. Principalmente se ne fa uso anche durante i Sacramenti del Battesimo, del Matrimonio, dell'Ordinazione, della Prima Comunione e talvolta anche nell'Unzione degli Infermi. Talvolta si utilizza anche per i funerali dei bambini, in segno di purezza.

    ROSSO
    Il rosso possiede vari significati nel contesto liturgico, ricordando innanzitutto la PASSIONE di CRISTO, lo SPIRITO SANTO e il sangue versato da Cristo e dai MARTIRI. Questo colore si utilizza la Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la Pentecoste, l'Esaltazione della Santa Croce, nelle feste e memorie di Santi Martiri, Apostoli ed Evangelisti (ad eccezione della festa dedicata a San Giovanni Evangelista il 27 dicembre che usa il bianco), per il Sacramento della Confermazione e le esequie del Papa e dei Re cattolici.

    VIOLACEO, VIOLA o MORELLO
    Volgarmente detto viola. Il viola è il colore della PENITENZA e dell'ATTESA; prima della riforma liturgica non era associato con il lutto, simboleggiato invece dal nero. Se ne fa uso durante il tempo di AVVENTO e di QUARESIMA (dal Mercoledì delle Ceneri), tranne eventualmente la III domenica di Avvento detta Gaudete e la IV domenica di Quaresima detta Laetare, in cui si può usare il rosaceo. Anticamente, ed ancora in qualche caso, si tende a differenziare il colore violaceo dell'avvento (tendente al blu), da quello quaresimale (tendente al paonazzo). Si usa inoltre in occasione del Sacramento della Confessione. E’ possibile usarlo anche per la celebrazione del rito delle ESEQUIE, e nei giorni della Commemorazione dei Defunti. Al contrario di tutti gli altri colori, rosaceo escluso, che possono essere sostituiti dal bianco per ragioni pratiche (a patto che non diventi consuetudine), il violaceo non può essere mai sostituito. Il cosiddetto colore morello è in uso essenzialmente nel Rito Ambrosiano a sostituizione del Violaceo e, talvolta, ne troviamo esempi anche nel Rito Romano.

    VERDE
    Il verde è in usato durante il TEMPO ORDINARIO. Il verde, già simbolo della speranza, viene utilizzato nelle domeniche e nei giorni feriali del tempo ordinario. Non vi sono particolari norme al riguardo specificatamente.

    ROSACEO
    Volgarmente detto rosa. In seguito alla riforma del 1969 a proposito del Messale Romano, il rosa è divenuto facoltativo. Oggi, come in passato, può essere utilizzato durante le celebrazioni della DOMENICA GAUDETE (la terza domenica del tempo di Avvento) e della DOMENICA LAETARE (la quarta domenica del tempo di Quaresima). Queste domeniche sono infatti considerate una breve sosta nel cammino di penitenza e di attesa della solennità di Pasqua e Natale, con la possibilità anche di interrompere il lungo digiuno. Il colore si collocava infatti a metà fra il violaceo, simbolo di penitenza, e il bianco delle celebrazioni di festa. Si può sostituire col violaceo.

    NERO
    Il nero era un colore prescritto dal rito romano, e dopo la riforma del Messale il suo utilizzo è divenuto facoltativo; al suo posto è subentrato il viola. Simboleggia essenzialmente il LUTTO ed è utilizzabile nel giorno della Commemorazione (2 novembre), per le Messe dei Defunti e nelle Esequie. Prima della Riforma del 1969 si utilizzava anche il Venerdì Santo.

    ORO/ARGENTO/SAMIS ORO
    Esistono anche paramenti di colore oro e argento: possono essere utilizzati nelle occasioni più SOLENNI, sostituendo il colore liturgico bianco, per rimarcare l’importanza della festa. Esiste anche il samis oro che può essere utilizzato in sostituzione di tutti gli altri colori, ad eccezione del violaceo.

    AZZURRO
    Questo colore è stato accolto anche nel rito romano, mentre è previsto in altri riti locali, come nel rito mozarabico o gallicano (ad esempio in occasione dell'Ascensione). Viene utilizzato talvolta per le celebrazioni in onore della Beata Vergine Maria, a ricordo dell’abito della Madonna.

     

    CATALOGAZIONE DELLA MOSTRA

    OPERE

    Tommaso Dossi (Verona 1678 - 1730)
    La Madonna con il Bambino appare a san Filippo Neri
    1718, ante
    Olio su tela, cm 215 x 145
    Dossi si configura quale interessante personalità del primo Settecento veronese, allievo del Brentana. L'artista rifugge l'eloquio e per rendere più familiare l'evento soprannaturale, in sintonia con la spiritualità filippina, festosa e bonaria, sigla la sua composizione con due scherzosi angioletti che, andando ad occupare, quasi irriverentemente, il primo piano della scena, incuranti del santo colloquio che si svolge alle loro spalle, si contendono il giglio bianco di san Filippo rubando l'attenzione dello spettatore.

    Paolino Caliari (Verona, 1764 - 1835)
    Crocifissione
    Olio su tela, cm 110 x 80
    1816
    L’iscrizione sulla bella cornice originale afferma in modo circostanziato il valore testimoniale dell’opera, realizzata su modello della celebre Crocifissione affrescata da Jacopo Bellini nel 1436 nella cappella dedicata ai Santi Zeno e Nicolò della cattedrale cittadina, ora cappella del Sacramento, e andata distrutta durante lavori di ristrutturazione nel 1759. È stato però ormai definitivamente rilevata dalla critica moderna la dipendenza della composizione da un modello di area ferrarese della fine del secolo XV.

    Pietro Nanin (Verona, 1808 - 1889)
    San Luigi Gonzaga
    1864
    Olio su tela, cm 146 x 102
    Iscrizioni: «P. NANIN 1864» (in basso a sinistra)
    Nanin fu un pittore prolifico e indubbiamente versatile. Si formò nell’Accademia cittadina, aderì al Romanticismo partecipando assiduamente alle esposizioni d’arte con opere a carattere storico, ma fu anche decoratore di apparati teatrali, attivissimo restauratore di affreschi come pure falsario di manoscritti, miniature ed opere su tavola.

    OVALI

    Anonimo veneto
    Punti fondamentali della vita
    e della spiritualità di San Filippo Neri
    XVIII secolo, fine
    Olio su tela, cm 160 x 190 ca. (6 ovali)

    1 - “IMPERIUM SUI” = Dominio di sè

    2 - “HONORUM DESPECTIO” = Disprezzo degli onori     (della considerazione degli altri)

    3 - “AEGROTANTIUM CURA” = Cura di coloro che sono     ammalati

    4 - “AMOR INOPIAE” = Amore della povertà (nel senso di     indigenza)

    5 -“CONTEMPTIONIS APPETITUS” = Desiderio del     disprezzo e dell’essere deriso

    6 - “CHARITAS IN EGENOS” = Carità nei confronti dei     bisognosi

    PARAMENTI

    1.PIANETA ROSSA
    Manifattura italiana
    seconda metà sec. XVII
    (catalogo fig. 1)

    2.PIANETA VERDE
    Manifattura francese
    1720 ca.
    (catalogo fig. 3)

    3.PIANETA VERDE
    Manifattura francese
    1730-1735
    (catalogo fig. 4)

    4.PIANETA MORELLO
    (VIOLACEO per AVVENTO)
    Manifattura italiana
    1730-1740
    (catalogo fig. 5)

    5.PIANETA VIOLACEO
    (per AVVENTO o MORELLO)
    Manifattura italiana o francese
    1750-1760
    (catalogo fig. 6)

    6.PIANETA VIOLACEO
    (per AVVENTO o MORELLO)
    Manifattura italiana o francese
    1750-1760
    (catalogo fig. 7)

    7.PIANETA ROSSA
    Manifattura italiana o francese
    1770-1780
    (catalogo fig. 8)

    8.PIANETA AZZURRA
    Manifattura francese
    1775-1790
    (catalogo fig. 9)

    9.PIANETA SAMIS ORO
    Manifattura italiana
    1780-1800
    (catalogo fig. 11)

    10.PIANETA ORO
    RICAMATA
    Manifattura italiana
    inizio XVIII secolo
    (catalogo fig. 12)

    11.PIANETA ROSSA e VIOLA RICAMATA in ARGENTO
    Manifattura italiana
    fine XVII –inizio XVIII secolo
    (catalogo fig. 13)

    12.PIANETA ROSSA
    RICAMATA in ARGENTO
    Manifattura italiana
    inizio XIX secolo
    (catalogo fig. 14)

    13.PIANETA ROSSA
    RICAMATA in ORO
    Manifattura italiana
    inizio XIX secolo
    (catalogo fig. 15)

    14.PIANETA ROSSA
    RICAMATA in ARGENTO
    Manifattura italiana
    inizio XIX secolo
    (catalogo fig. 16)

    15.PIVIALE BIANCO di SAN FILIPPO NERI
    RICAMATO e DIPINTO
    Manifattura italiana
    1780-1790
    Dipinti di Agostino Ugolini
    - sul Cappuccio: “La Madonna con il Bambino appare a San Filippo Neri”.
    - sul Collo: “Lo Spirito Santo e Angeli con i simboli di San Filippo Neri”.
    (catalogo fig. 18)

    16.PIVIALE ROSSO dei SANTI MARTIRI FERMO e RUSTICO
    RICAMATO e DIPINTO
    Manifattura italiana
    1780-1790
    Dipinti di Agostino Ugolini
    - sul Cappuccio:
    “Martirio dei Santi Fermo e Rustico”.
    - sul Collo:
    “Simboli del Martirio”.
    - sullo Stolone sinistro:
    “Decollazione di San Giovanni Battista”.
    “Martirio di San Lorenzo”.
    “Martirio di Santa Apollonia”.
    - sullo Stolone destro:     
    “Martirio di San Pietro da Verona”.
    “San Zeno guarisce la figlia di Gallieno”.
    “Martirio di Sant’Arcadio”.
    (catalogo fig. 17)

    17.PIANETA ROSSA del PARATO dei SANTI MARTIRI
    RICAMATA
    Manifattura italiana
    1780-1790
    (catalogo fig. 17)

    18.TUNICELLA ROSSA del PARATO dei SANTI MARTIRI
    RICAMATA
    Manifattura italiana
    1780-1790
    (catalogo fig. 17)

    19.VELO OMERALE ROSSO
    Manifattura italiana
    1710 ca.
    (catalogo fig. 2)

    20.STOLE, MANIPOLI, VELO da CALICE
    e BORSA per CORPORALE del PARATO dei SANTI MARTIRI
    Manifattura italiana
    1780-1790

  • Il corridoio delle STAMPE e delle TELE

    20140205 125610 (Copia)

    {gallery}corridoio{/gallery}

     

    Questo ambiente espositivo è destinato alla presentazione di varie opere, anch'esse ispirate alla religiosità filippina.

    Alla  serie della Vita di San Filippo Neri institutore della Congregazione dell'Oratorio in sessanta tavole in rame disegnate da Pietro Antonio Novelli ed incise da Innocente Alessandri, edizione veneziana del 1793 appartengono le 41 acqueforti attualmente esistenti presso la Casa dei Filippini, di cui una scelta è esposta in questa sala. Caratterizza queste incisioni la presenza di ampi testi didascalici, che illustrano i singoli episodi, resi con estrema abilità e vivacità narrativa.

    Vengono poi presentati diversi dipinti, per lo più opera di pittori la cui attività è documentata presso i Filippini tra i secoli XVIII e XIX.

    1- San Filippo Neri che istruisce i fanciulli agli esercizi dell'oratorio, di Domenico Zorzi (1729-1792). La tela è quanto resta di una serie  più ampia con  Storie della vita di San Filippo  opera di diversi artisti, come Zorzi, Fryer e Paolino Caliari, che decorava le pareti dell'Oratorio dei Filippini ed è andata perduta con la distruzione dell'oratorio stesso l'8 marzo 1945.

    2-3- Un'altra serie  di Storie di San Filippo Neri è rappresentata dal ciclo di quattro tele con San  Filippo Neri resuscita Paolo Massimo; Gregorio XIII concede a San Filippo di costituire la         congregazione dell’Oratorio; San Filippo riceve la visione dello Spirito Santo nelle catacombe;
    San Filippo riceve la visione miracolosa della Vergine che sostiene il tetto della chiesa della Vallicella, attribuite al pittore Giovanni Fracasso (notizie 1808 – 1865). All'artista, di formazione accademica e attestato dal 1846 nel rione dei Filippini, sono riferibili diverse opere tuttora esistenti  nella Casa dei Filippini.

    4- Il bel ritratto di San Francesco di Sales, della prima metà del XVIII secolo testimonia il culto riservato dalla Congregazione al Santo, fondatore dell'Oratorio di Thonon e poi vescovo di Ginevra.

    5- Il Ritratto di monaca, tradizionalmente ritenuto di Santa Giovanna Francesca Frèmiot di Chantal, cofondatrice con San Francesco di Sales dell'Ordine della Visitazione, è opera di Giuseppe Buffetti (Verona 1751-1812), da lui eseguita  probabilmente nel nono decennio del secolo XIX.

    6- L'intenso ritratto di San Carlo Borromeo (circa 1760) del raro pittore veronese Matteo Marinelli (1705 circa-1777), testimonia l'intenso rapporto esistente tra San Filippo Neri e il santo milanese.

    7- Il ritratto di San Giovanni Nepomuceno, santo praghese del XIV secolo, martirizzato per l'aver voluto mantenere il segreto confessionale, tela per cui si suggerisce una paternità di Fra' Felice Cignaroli (1726-1796), documenta la costante devozione da parte degli Oratoriani verso il santo, in considerazione dell'importanza da loro attribuita al sacramento della Confessione.

    8- La tela con il Sacro Cuore di Gesù è opera giovanile di Giovan Battista Caliari (1802-1850), figlio del più noto Paolino. Nella sua produzione tale tema appare ricorrente ma nel dipinto dei Filippini si nota una freschezza esecutiva che ne fa una delle sue prove più convincenti.

    9- La tela con San Giovanni Evangelista è riferita a Giuseppe Buffetti (Verona 1751-1812), in epoca vicina alla pala da lui realizzata per la chiesa dei Filippini. Opera di un “classicismo plastico e statuario” risente della formazione presso il mantovano Giuseppe Bottani.

     

    CATALOGAZIONE DELLA MOSTRA

    Maestro della Reggia Scaligera (XIV secolo, seconda metà) ?
    La Madonna con il Bambino
    XIV secolo, settimo/ottavo decennio
    Affresco staccato, cm 50 x 70 x 12

    Anonimo
    San Rocco
    San Sebastiano
    XVI/XVII secolo, fine/inizio
    Olio su tela, cm 249 x 93,5

    Biagio Falcieri (Brentonico - TN, 1627 - Verona, 1703)
    La Madonna con il Bambino
    e i santi Antonio da Padova e Zeno vescovo
    XVII secolo, ottavo decennio
    Olio su tela, cm 282 x l88

    Carlo Maratti (Maratta) (Camerano - AN, 1625 - Roma, 1713)
    e bottega
    Ritratto di san Filippo Neri
    1713, ante
    Olio su tela, cm 127 x 100

    Anonimo veneto
    Ritratto di san Filippo Neri
    XVIII secolo, seconda metà
    Olio su tela, cm 124 x 103

    Santo Prunato (Verona, 1652/1656-1728), ambito di ?
    San Filippo Neri
    XVIII secolo
    Olio su tela, cm 33 x 22 (ovale)

    Tommaso Dossi (Verona 1678 - 1730)
    La Madonna con il Bambino appare a san Filippo Neri
    1718, ante
    Olio su tela, cm 215 x 145

    Anonimo veronese
    Ritratto di padre Francesco Guglielmoni
    XVIII secolo, quarto decennio
    Olio su rame, cm 19 x 15 (cm 45 x 23, con cornice)
    Iscrizioni: «Ritrato di P(ad)re Frans/ Guglielmoni Filipino/ in Mantova fato» (sul verso del rame); «Franciscus Guglielmoni Congr.nis Oratori/ Mantuae Presbijter vixit annos 27 obijt anno/ 1736 magnum sui desiderium re[…]ens» (sulla cornice)

    Giovanni Battista Marcola (Verona, 1704 - 1776)
    Adorazione dei pastori
    Olio su tela, cm 97 x 98
    Iscrizioni: «G. B. Marcola» (in basso a sinistra); «Excelsis Deo» (sul cartiglio)

    Giuseppe Cignaroli, Fra' Felice (Verona 1727 - 1796) ?
    Ritratto di padre Ludovico Armani
    1744, post
    Olio su tela, cm 44 x 33
    Iscrizioni: «P. LVDOVICVS ARMANI/ CONGREGATIONIS ORATORII VERONENSIS/ QVAM FVNDAVERAT ANNO MDCCXIII/ ABBATIA A BENEDICTO XIII IMPETRATA STABILIVIT/ ANNO MDCCXXVIII/ DEMVM TESTAMENTO HAEREDEM EX ASSE RELIQUIT ANNO/ QVO DECESSIT AETATIS LXXIV CHRISTI/ MDCXLIV» (sulla cornice)

    Matteo Marinelli (Verona, 1705 circa - 1777)
    San Carlo Borromeo
    1760 circa
    Olio su tela, cm 56 x 42 (ovale)

    Anonimo veronese
    San Giovanni Nepomuceno
    XVIII secolo, terzo quarto
    Olio su tela, cm 75 x 36

    Anonimo
    San Francesco di Sales
    XVIII secolo, prima metà
    Olio su tela, cm 114 x 84
    Iscrizioni: «S. FRANC: DE SALES CONG.IS ORAT./ S. PHILIPPI NERIJ TONONIJ FVNDATOR/ ET PRIMVS PRAEPOSITVS; POSTEA PRINCEPS/ ET EPISCOPVS GENEVENSIS.»

    Francesco Lorenzi (Mazzurega - VR - 1723 - Verona 1787)
    La Vergine con il Bambino appare a san Filippo Neri
    1771-1774
    Penna, inchiostro bruno, acquerello bruno su traccia di matita nera, quadrettatura a matita nera su carta bianca, mm 443 x 301
    Verona, Museo di Castelvecchio (inv. 12634 2B 94)

    Gaetano Grezler (Verona, 1763/64 - Venezia 1846)
    Ritratto di padre Giuseppe Vecelli
    Olio su rame, cm 23,2 x 19 (ovale)
    XVIII secolo, nono decennio
    Iscrizioni: «R.ma Margarita Fontana S. Bartolomeo» (in basso a destra)

    Gaetano Grezler (Verona, 1763/64 - Venezia, 1846)
    Ritratto di padre Giuseppe Vecelli
    Olio su tela, cm 79 x 60
    XVIII secolo, nono decennio
    Iscrizioni: «….Monsignor……» (sulla lettera); «(Ecce)llenza/ (…)atija Giovannelli/ Venezia»; «Procu/ Ve(…)» (sulle buste in basso); «Caie.nus  Grezler veronensis pinxit» (in basso a destra)

    Domenico Zorzi (Verona, 1729 - 1792)
    La Madonna con il Bambino appare a san Filippo Neri
    Olio su tela, cm 300 x 160

    Domenico Zorzi (Verona, 1729 - 1792)
    La Madonna con il Bambino appare a san Francesco d'Assisi
    Olio su tela, cm 73 x 43

    Domenico Zorzi (Verona, 1729 - 1792)
    San Filippo Neri istruisce i fanciulli negli esercizi dell'Oratorio
    Olio su tela, cm 108 x 87

    Giuseppe Buffetti (Verona, 1751 - 1812)
    San Giovanni evangelista
    1777-1778
    Olio su tela, cm 61 x 45

    Giuseppe Buffetti (Verona 1751 - 1812)
    La Madonna con il Bambino e i santi Francesco di Sales,
    Carlo Borromeo e Giovanna Francesca di Chantal
    1779 ca.
    Olio su tela, cm 270 x 120

    Giuseppe Buffetti (Verona, 1751 - 1812)
    Ritratto di monaca
    XVIII secolo, nono decennio
    Olio su tela, cm 60 x 40

    Anonimo veneto
    Storie della vita di san Filippo Neri
    XVIII secolo, fine
    Olio su tela, cm 160 x 190 ca. (ovali)

    Agostino Ugolini (Verona, 1755 - 1824)
    San Vincenzo Ferrer
    Olio su tela, cm 95 x 79
    XVIII secolo, ultimo quarto
    Iscrizioni: «I.N.R.[I.]» (sulla croce)

    Agostino Ugolini (Verona, 1755 - 1824)
    Incoronazione della Vergine (Lunetta in alto)
    Angioletti con i simboli delle Virtù Teologali (Lunetta in basso)
    1795-1803
    Olio su tela, cm 36 x 81

    Agostino Ugolini (Verona, 1755 - 1824)
    Ultima Cena (Carità), cm 56,5 x 166
    Fede, cm 30 x 16
    Speranza, cm 30 x 16
    1805-1815
    Olio su tela

    Agostino Ugolini (Verona, 1755 - 1824)
    Cristo tra l’Eucarestia e gli strumenti della Passione
    cm 61 (tondo)
    1805-1815
    Olio su tela

    Luigi Sughi (Verona, 1780 - 1853)
    Angelo
    Angelo
    1805-1815
    Legno intagliato, dorato, cm 160 x 85
    Agostino Ugolini (Verona, 1755 - 1824)
    Ritratto di padre Giovan Battista Bertolini
    Ritratto di padre Antonio Cesari
    Olio su tavola, cm 7,6 (diametro) (ciascuno)
    XIX secolo, terzo decennio, inizio

    Anonimo veneto
    La Madonna con il Bambino e i santi Filippo Neri
    e Luigi Gonzaga
    XVIII/XIX secolo, fine/inizio
    Olio su tela, cm 90 x 52

    Anonimo (ambito piemontese)
    Ritratto del beato Giovanni Giovenale Ancina
    XIX secolo, inizio
    Olio su tela, cm 41 x 34

    Paolino Caliari (Verona, 1764 - 1835)
    Crocifissione
    Olio su tela, cm 110 x 80
    1816
    Iscrizioni: «IVSTVS/ PRO INIVSTIS» (sotto l’agnello mistico); «ANNO MCCCCXXXVI IACOBVS BELLINIVS PINXERAT/ INTRA AEDICVLAM CORPORI CHRISTI DICATAM/ IN TEMPLO MAXIMO VERONAE/ ANNO MDCCLIX VI KAL IVLII PARIETE NOCTV ABRASO/ PROH NEFAS PRAECLARVM OPUS DELETVM FVIT/ SVPEREST BONO FATO BELLINIANVM ARCHETYPVM/ CVIVS EXEMPLVM HAC TABVLA VIDEAS EXPRESSVM/ A PAVLO CALIARIO VERONEN AN MDCCCXVI» (sulla cornice)

    Paolino Caliari (Verona, 1764 - 1835)
    Santi Fermo e Rustico
    Olio su tela, cm 150 x 103
    1820-1825

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865)
    Riposo nella fuga in Egitto
    XIX secolo, terzo decennio, fine
    Olio su tela, cm 131 x 191

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865)
    San Filippo Neri resuscita Paolo Massimo
    Olio su tela, cm 118 x 166

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865)
    Gregorio XIII concede a san Filippo di costituire
    la Congregazione dell’Oratorio
    Iscrizioni: Ad / Sanctae Mariae / in Vallicella / Gregorio XIII
    Olio su tela, cm 118 x 166

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865)
    San Filippo riceve la visione dello Spirito Santo nelle catacombe
    Olio su tela, cm 105 x 134
    XIX secolo, terzo decennio

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865)
    San Filippo riceve la visione miracolosa della Vergine
    che sostiene il tetto della chiesa della Vallicella
    Olio su tela, cm 105 x 134
    XIX secolo, terzo decennio

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865) attr.
    La Madonna con il Bambino appare a san Filippo Neri
    XIX secolo, prima metà
    Olio su tela, cm 58 x 70 (ovale)

    Giovanni Fracasso (notizie 1808 - 1865) attr.
    San Francesco di Sales
    San Camillo de Lellis
    San Francesco d’Assisi
    Sant’Ignazio di Loyola
    Beato Sebastiano Valfré
    XIX secolo, quarto decennio
    Olio su tela, cm 89 x 64 (ovale)

    Giovanni Battista Caliari (Verona, 1802 - 1850)
    Sacro Cuore di Gesù
    Olio su tela, cm 65 x 52

    Giovanni Paolo Pellesina (Verona, 1802 - Marano di Valpolicella (Vr) 1857)
    La Sacra Famiglia in gloria con San Giovannino, il Beato Sebastiano Valfré e i Santi Carlo Borromeo, Giovanna Francesca di Chantal e Francesco di Sales
    1834 - 1836
    Olio su tela, cm 255 x 150
    Iscrizioni: «Pellesina F.» (in basso a destra)

    Anonimo veronese
    La Madonna con il Bambino in gloria, san Filippo Neri e il beato Sebastiano Valfré
    1834, post
    Olio su tela, cm 580 x 316

    Carlo Ferrari, detto il Ferrarin (Verona, 1813 - 1871)
    Ritratto del conte Giuseppe Venier
    1855 circa
    Olio su tela, cm 79 x 59,5

    Pietro Nanin (Verona, 1808 - 1889)
    San Luigi Gonzaga
    1864
    Olio su tela, cm 146 x 102
    Iscrizioni: «P. NANIN 1864» (in basso a sinistra)

    Giuseppe Zannoni (Verona, 1849 - 1903)
    La Madonna con il Bambino, il Sacro Cuore di Gesù, santa Caterina d’Alessandria e il beato Giovanni Giovenale Ancina
    1890
    Olio su tela, cm 220 x 150
    Iscrizioni: «G. Zannoni/ 1890» (in basso a sinistra)

  • La sala degli ARGENTI

    {bepiv}phocagallery/panorama/argenti.jpg{/bepiv}

    {gallery}argenti{/gallery}

     

    La chiesa di San Fermo Minore conserva un patrimonio di suppellettili sacre connesse alle esigenze liturgiche della Congregazione oratoriana. Si tratta per lo più di argenti databili ai secoli XVIII e XIX, anche se alcuni esemplari risalgono a data anteriore, provenendo da donazioni o da vicine chiese soppresse, acquisiti e a volte trasformati durante la storia del complesso filippino.
    Un primo nucleo di sacri argenti è costituito dai calici complessivamente sei.
    Due di essi sono riferibili ad ambito veneto e alla seconda metà del XVIII secolo; un terzo calice, con i Simboli della Passione, costituisce un prezioso esemplare riferibile a manifattura tedesca (Augsburg) e al secolo XVIII. Un calice del secolo XVII, fu  restaurato e donato dal rettore Perlato nel 1879. Altri due esemplari sono infine riferibili alla seconda metà dell'Ottocento, come testimoniano la decorazione rispettivamente  neoegizia e neorinascimentale.
    Un prezioso ostensorio, di notevoli dimensioni e di produzione probabilmente veneziana, dall'elaborata ornamentazione rococò, è databile al periodo 1730-1750.
    Il corredo liturgico della chiesa annovera anche tre pissidi; due di esse appartengono al secolo XVIII e recano rispettivamente i punzoni della città di Verona e della Serenissima e della città di Verona e dell'orafo Giovanni Battista Bellavite, morto nel 1768. Una terza pisside reca sotto il piede un'iscrizione che la data al 1532, segnalandone il restauro nel 1694.
    Il culto delle reliquie dei Santi, fortemente promosso dalla Congregazione oratoriana è documentata dalla presenza di reliquiari di cui due, ad ostensorio, databili al secolo XVIII. Un terzo esemplare, sempre a ostensorio, va invece riferito alla seconda metà del secolo XIX. Due reliquiari “a fiala” sono databili al secolo XVII e al XVII/XIX secolo.
    Meritano interesse un turibolo e una navicella ottocenteschi, una stauroteca, una croce processionale della prima metà del Settecento, dono dei giovani della contrada di San Fermo Minore.
    La serie degli arredi liturgici è completata da quattro candelieri del primo Ottocento, da un aspersorio della seconda metà del secolo, da un indice segnalibro sempre ottocentesco e da uno sfarzoso piatto da parata della prima metà del Settecento, forse frutto di una donazione.

     

    ARREDI LITURGICI PRESENTI NELLE CHIESA DI SAN FERMO MINORE.

    TERMINOLOGIA

    Calice: è il vaso sacro usato per la celebrazione dell'Eucaristia, in cui si pone il vino che diventa il sangue di Cristo. E'composto da piede, fusto per lo più con uno o più nodi e coppa .

    Ostensorio: è il vaso sacro usato nell'esposizione del Santissimo Sacramento, nella processione e per impartire la benedizione eucaristica.

    Pisside: è il vaso sacro utilizzato per la conservazione delle ostie consacrate. In analogia al calice è composto da piede, fusto e coppa, completati da un coperchio sormontato da una croce o da una statuetta di Gesù Cristo.

    Reliquiario a ostensorio : contenitore a forma di ostensorio, con reliquia a vista.

    Reliquiario a  fiala: contenitore per reliquie costituito da una fiala o ampolla in vetro, cristallo o cristallo di rocca, con chiusura metallica.

    Turibolo o incensiere: vaso in metallo per bruciare l'incenso e diffonderne il profumo durante le cerimonie sacre. E' costituito da una coppa e un coperchio forato ed è azionato da un sistema di quattro catenelle.

    Navicella : contenitore per l'incenso a forma di piccola nave. E' formato da un piede, un fusto e da una coppa stretta e allungata, a forma di mezzaluna, dotata di coperchio. Generalmente lo completa il cucchiaio per incenso.

    Stauroteca o Croce reliquiario:  reliquiario a forma di croce, destinato a conservare i frammenti della Croce di Cristo.

    Croce processionale o croce astile: croce issata su un asta per essere portata in processione, decorata su ambo i lati, generalmente con la figura di Cristo sulla fronte, della Madonna o di un santo sul retro.

    Candelieri : appartengono al servizio d'altare, destinati a sorreggere i ceri. Ordinariamente il servizio d'altare è composto per la Messa,  a partire dal Concilio di Trento, da una croce d'altare e da sei candelieri

    Aspersorio: strumento d'argento o metallico terminate con una piccola palla traforata, che serve ad aspergere con l'acqua benedetta.

    Indice segnalibro: piccolo strumento in genere metallico per indicare le righe del libro liturgico. E' a forma di stilo, con a una estremità un anello per attaccarlo al libro o al leggio, all'altra una punta sottile o una manina con l'indice puntato.

    Piatto da parata: piatto che serve alla decorazione dell'altare nelle feste liturgiche, spesso riccamente decorato.

     

    CATALOGAZIONE IN SEDE DI MOSTRA

    Calice
    ambito veneto, 1799 circa
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 1)

    Calice
    ambito veneto, seconda metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 2)

    Calice con i Simboli della Passione
    ambito tedesco, primo quarto del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 3)

    Calice
    ambito veronese , ante 1872
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 4)

    Calice
    ambito veneto, XVI/XVII secolo
    con iscrizione sotto la base “Felix Perlato Rector 1879”
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 5)

    Calice
    ambito veneto, metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 6)

    Ostensorio a raggiera
    ambito veneto, metà XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 7)

    Pisside
    ambito veneto, fine XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 8)

    Pisside
    ambito veneto, XVI e XVII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 9)

    Pisside
    ambito veronese, metà XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 10)

    Reliquario
    ambito veronese, metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 11)

    Reliquario a ostensorio
    ambito veneto, seconda metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 12)

    Reliquario a fiala
    ambito veneto,  XVII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 13)

    Reliquario a fiala
    ambito veneto,  seconda metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 14)

    Reliquario a ostensorio
    ambito veneto, seconda metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 15)

    Turibolo
    ambito veneto, prima metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 16)
    Navicella
    ambito veneto, prima metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 17)

    Croce-reliquario
    ambito veneto, seconda metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 18)

    Croce processionale
    ambito veneto, prima metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 19)

    Candelieri
    prima metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 20)

    Aspersorio
    seconda metà del XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 21)

    Indice segnalibro
    ambito veneto, XIX secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 22)

    Piatto da parata
    ambito veneto, prima metà del XVIII secolo
    (cfr. saggio Spiazzi fig. 23)

  • Inizio della mostra e sala della STORIA

    {bepiv}phocagallery/panorama/inizio.jpg{/bepiv}

    {gallery}inizio{/gallery}

     

    TRECENTO ANNI DI PRESENZA IN TERRITORIO VERONESE

    “SERVITE DOMINO IN LAETITIA”, “Servite il Signore nella gioia”

    Vorremo di cuore che questo versetto del Salmo 99 ci accompagnasse sempre quando parliamo di San Filippo Neri! E’ con immensa gioia che in quest’anno 2013/2014 stiamo celebrando i 300 anni della presenza della nostra Congregazione sul territorio Veronese. Un momento, appunto, di gioia grande, di profonda gratitudine al Signore e di sicura speranza per il futuro, ricco di sfide ma con sempre un apostolato impegnativo da portare avanti nella Chiesa tutta e a Verona in particolare, dove siamo radicati e integrati nel tessuto della pastorale diocesana.
    La Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Verona ebbe inizio ufficiale in Verona il 20 aprile 1713, giorno in cui il Vescovo S.E. mons. Gianfrancesco Barbarigo la eresse con suo decreto, prima della successiva conferma pontificia da parte di Papa Benedetto XIII. I Padri dell’Oratorio si stabilirono nella attuale sede dopo aver acquistato i beni, cioè la casa, l’oratorio, l’abitazione e la Chiesa dai Monaci Benedettini che prima abitavano l’abbazia di San Fermo in Braida.
    La devozione a San Filippo in Verona, però, è molto antica e si può affermare che risalga al tempo in cui il Santo era ancora vivente. Si sa con certezza che il Cardinale Agostino Valier, amicissimo del Santo, aveva introdotto in Verona gli esercizi dell'Oratorio di Roma. Dopo tre tentativi di fondazione non andati a buon fine durante il ‘600 i primi sacerdoti diocesani di Verona che mostrarono il desiderio di condurre vita comune seguendo la regola di San Filippo Neri furono don Lodovico Armani, don Mattia Stecherle e don Benedetto Poli. Questi tre erano soliti alla domenica e negli altri giorni festivi trovarsi insieme presso gli eremiti di Tagliaferro vicino ad Avesa e trascorrere con quel gruppo di religiosi alcune ore in preghiera e in raccoglimento. Fu in questi incontri che i tre sacerdoti maturarono l'idea di fondare a Verona la Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri: comunicarono il loro desiderio al Vescovo il quale offrì loro in perpetuo la Chiesa di San Fermo Minore di Brà.
    Dopo circa una settantina d’anni, i padri del tempo, decisero di abbattere la precedente Chiesa medioevale e di costruirne, con i beni loro personali, una nuova che è l’attuale, la quale fu progettata dall’arch. Cammarata e con il sostegno economico del conte Venier. La nuova Chiesa fu dotata in seguito di un singolare campanile con la cuspide a cipolla voluto e finanziato dal Padre Giuseppe Conte Vecelli, che ancora oggi è particolare nelle architetture ecclesiastiche della città di Verona. La Chiesa fu consacrata solennemente nel 1791 dal Vescovo di Verona S.E. mons. Giovanni Andrea Avogadro. Nella seconda metà del ‘700 segue un periodo aureo per la Congregazione dell’Oratorio di Verona che culmina nel 1787, anno in cui San Filippo fu eletto protettore e patrono del Clero e del Popolo. Ma vennero giorni difficili per l'Oratorio di San Filippo e fu quando la riforma napoleonica del 1810 travolse anche la Congregazione assieme a molte parrocchie cittadine e a molti ordini religiosi.
    Durante il governo napoleonico molti beni della Congregazione furono confiscati e i padri del tempo continuarono a lavorare “in sordina” per la Parrocchia loro affidata anche se ridotti considerevolmente di numero: da trenta che erano rimasero in cinque! Mantennero con passione e pazienza la cura d’anime della Parrocchia, una fra le quattro a non essere soppresse nel centro storico della città, sorte questa che colpì invece ben altre trentadue parrocchie!
    I Padri, con i loro soldi e loro remunerazioni, nel 1848 ricomprarono parte dei beni confiscati nel 1810. Fu però l’estensione delle leggi Siccardi a tutto il territorio del Regno d’Italia, di cui anche Verona divenne parte nel 1866, che videro un’ulteriore confisca nel 1867 quando il governo italiano lasciò i Padri privi di gran parte della propria casa e dei beni, nelle mani unicamente della Divina Provvidenza. Nonostante questa dura prova continuarono sempre il loro fecondo apostolato.
    Ultima difficoltà che la Congregazione dovette affrontare fu la ricostruzione di buona parte della Chiesa e di parte della casa dopo i danni enormi causati dai bombardamenti dell’ultimo evento bellico. Questi lavori furono fatti in economia e in fretta nel 1944; poi verso la fine degli anni ’40 fu ripristinato il presbiterio e il tetto della Chiesa bombardata e un ulteriore radicale restauro e ripristino degli ambienti della casa fu eseguito tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70.
    Nonostante questo travagliato percorso storico, la Congregazione ha sempre manutentato, ingrandito e abbellito la Chiesa e la casa e ha sempre tenuto in validissima considerazione l’attenzione alla cultura, alla musica e all’arte, rispettando anche in questo il carisma tipico dell’Oratorio di San Filippo Neri.
    L'Oratorio di San Filippo Neri fu assai benemerito alla città di Verona alla quale recò sommo lustro con uomini celebri per virtù, dottrina e santità. Furono inoltre legati spiritualmente, pastoralmente, per parentela o per amicizia e collaborazione a molti dei venerabili, beati e servi di Dio veronesi dalla fine del ‘700 agli inizi del ‘900. Pensiamo al ven. don Pietro Leonardi, al Beato don Carlo Steeb, a San Gaspare Bertoni, al ven. don Nicola Mazza e a molti altri.
    Ricordiamo anche fra i molti padri dell’Oratorio di Verona l'enciclopedico Girolamo Da Prato, Gianfrancesco Manzoni, Ippolito Bevilacqua, l'insigne filologo Antonio Cesari, Giovanni Battista Bertolini, il liturgista Bartolomeo Tolasi, Bartolomeo Morelli, Luigi Medici, Carlo Zamboni, il letterato Bartolomeo Sorio, il Servo di Dio Luigi Perez e il Venerabile Filippo Bardellini.
    Ecco allora il perché di questa importante mostra che con la sinergia di molte importanti e competenti istituzioni e forze messe in campo siamo riusciti a realizzare in queste celebrazioni del trecentesimo della presenza della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri in Verona. Un sincero pensiero di profonda e cordiale gratitudine a tutti coloro che si sono adoperati per pensare, costruire, allestire e sostenere in ogni modo questo importante evento.
    Vogliamo chiaramente rendere lode a Dio e al suo umile servitore San Filippo Neri e vogliamo ripercorrere anche attraverso il cammino culturale e artistico i passi compiuti da tanti nostri confratelli del passato che, a volte, fanno impallidire per il loro zelo e la loro passione spirituale e pastorale noi, loro indegni continuatori e successori!
    Questo percorso spirituale, storico, artistico e culturale e questa mostra di alcune delle più significative opere d’arte in nostro possesso serva a far conoscere il carisma di San Filippo Neri che così era solito esortare i suoi discepoli:
    “Cristo mio, Amore mio, tutto il mondo è vanità!
    Chi cerca altro che Cristo
    non sa quel che vuole;
    chi chiede altro che Cristo
    non sa quel che domanda.
    Chi opera e non per Cristo,
    non sa quel che fa!”

    Sac. Michele Nicolis C.O.
    Preposito

    Verona, 25 Dicembre 2013
    Solennità del Natale del Signore

     

    SAN FILIPPO NERI
    (Firenze, 21 Luglio 1515 - Roma, 26 Maggio 1595)
    PATRONO del CLERO VERONESE
    dal 24 Maggio 1787
    COMPATRONO della CITTA’ di VERONA
    dal 5 Maggio 1787

  • Mostra per i 300 anni

    locandina A3 OK 1

     

  • Rassegna concerti di Natale 2013: Concerto di Natale con interpreti russi del 27 Dicembre 2013

  • Rassegna dei Concerti di Natale 2013: Natale Rionale dei Filippini

  • Rassegna dei Concerti di Natale ai Filippini:"SERENISSIMA MUSICA musicisti veneti tra ’500 e ’700"

    ABENDMUSIKEN 
    XXXIV  musiche della sera  2013 
     
     
    domenica 1 dicembre ore 17 
    Chiesa dei Padri Filippini - Verona 

    SERENISSIMA MUSICA
    musicisti veneti tra ’500 e ’700 
     
    Giovanni Croce (1557-1609) 
    Cantate Domino 
     
    Andrea Gabrieli (1510ca-1586) 
    Hodie completi sunt dies Pentecostes 
     
    Giovanni Gabrieli (1557ca-1612) 
    Canzon detta “La spiritata” per organo 
     
    Benedetto Vinaccesi (1670ca-1719) 
    Ad Amantis Christi mensam 
    Si consurgis quasi aurora 
     
    Giovanni Battista Pescetti (1704-1766) 
    Sonata per organo 
     
    Antonio Caldara (1670-1736) 
    Miserere mei, Domine 
     
    Baldassarre Galuppi (1706-1785) 
    Due Sonate per organo 
     
    Antonio Lotti (1666-1740) 
    Magnificat 
     
    Benedetto Marcello (1686-1739) 
    Cantabile per organo 
    Salmo XVIII
  • Il volto Bello della Bibbia

  • Celebrazione in onore a San Filippo del 5 Giugno 2013

    La congregazione dell'Oratorio nei sui Trecento anni di presenza su territorio Veronese ringrazia di cuore S.E.R. Cerrato mons. Edoardo Aldo ,Vescovo di Ivrea; il Rev.mo padre Visitatore Felix Selden dell'Oratorio di Vienna e il Rev.mo padre Procuratore Mario Aviles dell'Oratorio di Pharr (Texas) per essere intervenuti a questo momento di grazia per la nostra comunità.

    E' inoltre impartatita bendizione apostolica tramite telegramma da Sua Santità Papa Francesco a tutti coloro che hanno partecipato alle celebrazioni in onore di San Filippo Neri.

     

    {gallery}5giugno2013{/gallery}

  • Video Triduo di San Filippo 2013 e Festa dei 300 anni

     

    Un ringraziamento particolare a Giuseppe Menegardi per le riprese, le immagini e la realizzazione del video

  • Concerto del 26 Maggio 2013

    Concerto vocale-strumentale

     

    Domenica 26 Maggio 2013

    Ore 17.00

     

    Chiesa dei Filippini

     

    TRA ANGELI E SIRENE

     

    M° Letizia Butterin

    clavicembalo e voce

  • Spettacolo del 18 Maggio 2013

    Associazione culturale GardArt con

    Laura Gambarini e Gianluigi La Torre

     

    Sabato 18 Maggio 2013

    ore 20,45

    Teatro Filippini di Verona

     

    FRANCESCO

    CHINO SULLA CULLA DEL MONDO

     

    La vita semplice, ma meravigliosa

    di Francesco dà carica

    per riscoprire insieme a lui

    un cammino di fede.

     

    Introduzione di don Martino Signoretto

     

  • Spettacolo del 19 Maggio 2013

    Domenica 19 Maggio 2013 ore 18,15

    Teatro Filippini Verona

    COMMEDIA BRILLANTE in due atti

    “LUNA DI MIELE”

    La Compagnia della Marleta (Nogarole Rocca)

    locandina marleta 2013

  • Concerto del 12 Maggio 2013

    PARROCCHIA SAN FERMO MINORE DI BRA’

    FILIPPINI

    La spiritualità nella musica e nel canto

    ENSEMBLE

    “SULL'ALI DORATE”

     

    P. BACCIANELLA, ORGANO

    MARCO FASOLI, VIOLINO

    FRANCESCA GAIARDONI, SOPRANO

    UGO CINGANO, BASSO-BARITONO

    Chiesa dei Filippini

    Domenica 12 maggio 2013

    Ore 16.00

    INGRESSO LIBERO

  • Download e scaricabili

    Di seguito si possono visualizzare e scaricare le locanine e i menù di sala delle varie manifestazioni:

    locandina san filippo 2013


     

    brochure san filippo 2013 1

    brochure san filippo 2013 2

  • Attività Filippiane 2013

    madonna maratta

    Domenica 12 Maggio 2013 ore 16,00

    Chiesa dei Filippini

    Concerto di “Arie Sacre”

    interpretato dai maestri Baccianella e Cingano

    Sabato 18 Maggio 2013 ore 20,45

    Teatro Filippini Verona

    SPETTACOLO in collaborazione

    con “Paoline Onlus”

    “FRANCESCO CHINO SULLA CULLA

    DEL MONDO”

    Compagnia Teatrale GardArt (Desenzano)

    Domenica 19 Maggio 2013 ore 18,15

    Teatro Filippini Verona

    COMMEDIA BRILLANTE in due atti

    “LUNA DI MIELE”

    La Compagnia della Marleta (Nogarole Rocca)

    Domenica 26 Maggio 2013

    Chiesa dei Filippini

    Ore 10,30: S. Messa cantata dalla

    corale di Sandrà (Vr)

    Ore 17,00: Concerto “Tra Angeli e Sirene” clavicembalo e voce

    interpreta il maestro Letizia Butterin

     

    Mercoledì 5 Giugno 2013

     

    S.E.R. Edoardo Aldo mons. Cerrato C.O.

     

    Vescovo di Ivrea

     

    PRESIEDE alle ore 18,00 nella chiesa dei Filippini

     

    La S. Messa solenne e cantata

     

    PRESENTA alle ore 20,45 nella chiesa dei Filippini

     

    il libro“SAN FILIPPO UN MISTICO ANTI-MISTICO”

     

    di Padre Massimo Malfer C.O.

     

    Giovedì 6 Giugno 2013 ore 9,30

     

    Santuario Madonna della Corona

     

    S.E.R. Edoardo Aldo mons. Cerrato C.O.

     

    Vescovo di Ivrea

     

    tiene il“RITIRO SPIRITUALE AL CLERO VERONESE”

     

    In occasione dei Trecento anni di presenza della Congregazione dell’Oratorio sul territorio Veronese, in quanto San Filippo Neri dal 1787 è patrono del Clero di Verona

     

  • Triduo e Festa di San Filippo 2013

    san filippo ovale sirani

    Mercoledì 22 Maggio 2013

    ore 20,30

    S. Messa cantata dalla corale di San Fermo Maggiore (Vr) con pellegrinaggio parrocchiale

    Giovedì 23 Maggio 2013

    ore 20,30

    S. Messa cantata dalla corale parrocchiale “San Leonardo” di Nogarole Rocca (Vr) con pellegrinaggio parrocchiale

    Venerdì 24 Maggio 2013

    ore 20,30

    S. Messa cantata dalla corale “Ponte Catena” di Verona con pellegrinaggio della parrocchia di “Madonna della Salute” (Vr)

    Sabato 25 Maggio 2013

    Solennità di San Filippo Neri

    Ore 10,30: S. Messa con l’amministrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi

    Ore 18,00: S. Messa solenne animata dalla corale parrocchiale “San Gaetano” di Pozzo (Vr) con il ricordo del

    60° anniversario dell’ordinazione presbiterale di Padre Antonio Dario C.O.

    e processione per il quartiere

    con la statua di San Filippo

    Segue cena (iscrizioni presso la portineria dei Padri)

  • La musica errante... Domenica 24 Marzo 2013

    locandina musica errante

  • Invito a concerto... 9 Febbraio 2013

    locandina concerto 9 febbraio 2013

  • Invito a Concerto...

    27 gennaio incontro

  • Rassegna Concerti di Natale - 14 Dicembre

    locandina natalenanuk

  • Rassegna Concerti di Natale - 2 Dicembre

     

     
    abendmusiken locandina
     
    Il Papa Benedetto XVI ha indetto uno speciale Anno della Fede, che ha avuto inizio l'11 ottobre scorso, 50° anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vativano II: "Ritengo che sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l'esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione".
    Considerata la peculiarità del Coro "Lorenzo Perosi" di Verona di dedicarsi esclusivamente alla musica sacra e sacro-religiosa, ci è sembrato opportuno prendere in considerazione quanto espresso dal Santo Padre e contribuire con la musica al suo richiamo di evangelizzazione. Dunque, cosa più forte e intimamente stimolante della musica? Basterebbe ad esempio ascoltare il poderoso Credo della Messa in Si minore di J.S. Bach per meditare profondamente quanto sopra espresso.
    Le Abendmusiken intendono proporre una meditazione musicale sul Credo, la professione di fede di ciascun cristiano che si riconosce nella chiesa cattolica.
    Il programma si compone di tre oratori per soli, coro e orchestra, composti ad hoc e commissionati a tre musicisti veronesi. Tali brani saranno presentati in prima esecuzione assoluta.
    Silenzio, Spirito Umano - Mysterium FIdei per soprano, coro e piccola orchestra di Don Valentino Donella. Il testo della cantata è costruito attingendo con molta libertà al Vangelo di Giovanni e ad opere di Nietzsche, Simone de Beauvoir, Angela da Foligno, Sergio di Radonez, Maddalena de' Pazzi, Ruysbroeck l'Ammirabile.
    Credo! Testimonianze di Suor Elvira e della Comunità "Il Cenacolo"; per coro e soprano solo. Di Paolo De Zen.
    La Fede e il simbolo di Sant'Agostino. Per soprano, coro e orchestra. Composto da Paolo Pachera.
  • Incontri culturali in collaborazione...

    FEDE E LIBERTA'

    Nelle donne della Bibbia

    locandina incontro paoline 1

  • Convegno e Pontificale con il Card. Burke

    locandina burke 1

    locandina burke 2

  • La voce al novello sacerdote

    L'articolo di Padre Davide tratto dal Bollettino Parrocchiale della Comunità Parrocchiale di Castel Mella, paese natale del novello sacerdote...

    L'ARTICOLO LO TROVATE IN PDF QUI SOTTO

  • La voce del Parroco

    L'articolo tratto dal Bollettino Parrocchiale della Comunità Parrocchiale di Castel Mella, paese natale del novello sacerdote...

    IN ALLEGATO PDF QUI SOTTO

  • Musical "PETER PAN" in teatro

    Domenica 27 Maggio 2012 ore 20:30

    Teatro Filippini Verona

    RECITAL/MUSICAL

    “PETER PAN”

    Nuova Compagnia del Piccolo Teatro Rustico di Gardone Riviera (Brescia)

     

    IL PROGRAMMA E' DISPONIBILE IN PDF QUI SOTTO

     

     

  • Triduo Predicato

    TRIDUO PREDICATO

    DA MONS. EDOARDO SACCHELLA, Canonico della Cattedrale di Verona

     

    Mercoledì 23 Maggio 2012 ore 20:30

    S. Messa cantata dal coro Femminile Gregoriano

     

    Giovedì 24 Maggio 2012 ore 20:30

    S. Messa cantata dalla corale della Parrocchia di Pozzo (Verona)

     

    Venerdì 25 Maggio 2012 ore 20:30

    S. Messa cantata dalla corale della Parrocchia di Gardone Riviera (Brescia)

     

    Sabato 26 Maggio 2012

    Solennità di San Filippo Neri

    Ore 10:30 S. Messa con l’amministrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi

     

    Ore 17:30 S. Messa solenne cantata presieduta dal novello sacerdote

    P. Davide Zanola C.O. con processione per il quartiere con la statua di San Filippo

    Segue rinfresco in cortile dell’Oratorio

  • Concerto del coro "Lorenzo Perosi"

    Venerdì 11 Maggio 2012 ore 20:45

    Concerto “AD JESUM PER MARIAM, mille anni cantano a Maria”

    Coro “Lorenzo Perosi” di Verona diretto dal Maestro P. De Zen

     

    IL POROGRAMMA E IL MANIFESTO SONO DISPONIBILI IN PDF QUI SOTTO

     

  • Concerto de I VIRTUOSI ITALIANI

    Giovedì 3 Maggio 2012 ore 20:45

    Concerto de “I VIRTUOSI ITALIANI” con musiche di

    Corelli, Tartini, Geminiani, Vivaldi , Bach. Maestro di concerto al violino A. Martini

     

    PROGRAMMA:

    A.Corelli        Concerto Grosso in Re Magg. Op. VI n.4         

    G. Tartini       Concerto in la mag. D 96 per violino e archi

    F. Geminiani   Concerto grosso in re min. “La Follia”              

    A.Vivaldi         Concerto in La Magg. n.5 RV 519 per due violini, archi e b.c.

    A.Vivaldi         Concerto in la min. n.8 RV 522 per due violini, archi e b.c.

    J.S.Bach         Concerto per due violini in re min. BWV 1043

     


  • Rappresentazione teatrale del "Cantico dei Cantici"

    locandina incontro paoline 4

  • Ordinazione di Don Davide Zanola

    La Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Verona

    con grande gioia e commozione annuncia

    L'ORDINAZIONE PRESBITERALE per la preghiera consacratoria e l'imposizione delle mani di S.E. Zenti mons. Giuseppe Vescovo della diocesi di Verona DI DON DAVIDE ZANOLA

    davide zanola

    L'ordinazione sarà Sabato 19 Maggio 2012 alle ore 16,00 presso la Cattedrale di Verona insieme ai confratelli diocesani

    La Santa Prima Messa Domenica 20 Maggio 2012 alle ore 17,30 presso la parrocchia natale di Castel Mella (Brescia)

    La Prima Messa Solenne Sabato 26 Maggio 2012 alle ore 18,00 presso la Parrocchia dei Filippini in occasione della Solennità di San Filippo Neri.

  • Proiezione del Film in Teatro 3 Marzo 2012

    locandina incontro paoline 5

  • Proiezione del Film in Teatro 1° Febbraio 2012

    locandina incontro paoline 2

Joomla templates by a4joomla